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Chi vince non sa cosa si perde::Agonismo. Gioco. Guerra
È da quasi mezzo secolo ormai che ci hanno
insegnato ad amare la competizione. Hanno
però omesso di specificare se la competizione
vada intesa come gioco, come sport, come
concorrenza o come guerra. Nel frattempo
la distinzione è ancora possibile giacché sulla
scena occidentale è tornata la guerra. Lo stesso
gioco si è peraltro fatto crudele e la scena
di alcune delle più ammirevoli e anzi gloriose
campionesse olimpiche che hanno puntato
il dito sui problemi di salute mentale che
lo sport ormai arriva a comportare non può
non impressionare chi desideri dello sport
conservare una visione sostanzialmente
gradevole. Tra questi ultimi cultori dell’illusione
(in-lusio) vi è l’autore del libro, Stefano
Bartezzaghi, che negli ultimi anni ha così
cercato di verificare se le sue idee sul gioco
abbiano ancora a che fare con il mondo
contemporaneo. Gli si è di conseguenza parato
davanti il tema dell’agonismo, nelle sue diverse
incarnazioni: nel gioco, nello sport, nella società ,
nell’economia e nelle relazioni internazionali.
È da quasi mezzo secolo ormai che ci hanno
insegnato ad amare la competizione. Hanno
però omesso di specificare se la competizione
vada intesa come gioco, come sport, come
concorrenza o come guerra. Nel frattempo
la distinzione è ancora possibile giacché sulla
scena occidentale è tornata la guerra. Lo stesso
gioco si è peraltro fatto crudele e la scena
di alcune delle più ammirevoli e anzi gloriose
campionesse olimpiche che hanno puntato
il dito sui problemi di salute mentale che
lo sport ormai arriva a comportare non può
non impressionare chi desideri dello sport
conservare una visione sostanzialmente
gradevole. Tra questi ultimi cultori dell’illusione
(in-lusio) vi è l’autore del libro, Stefano
Bartezzaghi, che negli ultimi anni ha così
cercato di verificare se le sue idee sul gioco
abbiano ancora a che fare con il mondo
contemporaneo. Gli si è di conseguenza parato
davanti il tema dell’agonismo, nelle sue diverse
incarnazioni: nel gioco, nello sport, nella società ,
nell’economia e nelle relazioni internazionali.
$19.00
Chi vince non sa cosa si perde::Agonismo. Gioco. Guerra—
$19.00
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È da quasi mezzo secolo ormai che ci hanno
insegnato ad amare la competizione. Hanno
però omesso di specificare se la competizione
vada intesa come gioco, come sport, come
concorrenza o come guerra. Nel frattempo
la distinzione è ancora possibile giacché sulla
scena occidentale è tornata la guerra. Lo stesso
gioco si è peraltro fatto crudele e la scena
di alcune delle più ammirevoli e anzi gloriose
campionesse olimpiche che hanno puntato
il dito sui problemi di salute mentale che
lo sport ormai arriva a comportare non può
non impressionare chi desideri dello sport
conservare una visione sostanzialmente
gradevole. Tra questi ultimi cultori dell’illusione
(in-lusio) vi è l’autore del libro, Stefano
Bartezzaghi, che negli ultimi anni ha così
cercato di verificare se le sue idee sul gioco
abbiano ancora a che fare con il mondo
contemporaneo. Gli si è di conseguenza parato
davanti il tema dell’agonismo, nelle sue diverse
incarnazioni: nel gioco, nello sport, nella società ,
nell’economia e nelle relazioni internazionali.





